venerdì 24 ottobre 2014

Il successo dei FESTIVAL CULTURALI

Il grande Umberto Eco (semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale, http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Eco e http://www.umbertoeco.it/) tiene una rubrica sul settimanale L'Espresso denominata “La bustina di Minerva”: molto interessante quella sul numero del settimanale del 23 ottobre 2014 il cui articolo era intitolato “Perché questo bisogno di Platone”, che potete leggere al link http://giacomosalerno.com/2014/10/17/perche-questo-bisogno-di-platone-umberto-eco/
Il tema è (un po' a sorpresa per il nostro Paese...) il successo che stanno riscuotendo i molti festival culturali che si tengono in giro per l'Italia: solo per citarne alcuni il Festival della Letteratura di Mantova, il Festival della Filosofia di Modena, il Festival della Mente di Sarzana (SP), il Festival della Comunicazione di Camogli (GE), il Pordenonelegge, il Festival della Scienza di Genova (che si sta tenendo proprio in questi giorni), ma ce ne sarebbero molti altri. Come scrive Eco nel suo articolo, per chi non c'è mai stato stato, è difficile immaginare una città che ospita uno di questi festival dove in ogni suo angolo, sala, teatro o piazza, si tengono anche più eventi/conferenze contemporaneamente e con tantissimi visitatori. Quelle che un tempo sarebbero state noiosissime conferenze... 
Perché succede questo? Concordo con l'analisi fatta dallo stesso Eco: la gente va in massa a questi festival culturali perché sente il bisogno di stare insieme agli altri, di comunicare, di conoscere persone che ha i suoi stessi interessi e gusti, di vedere poeti e filosofi in carne ed ossa, e probabilmente stanca di una TV ormai quasi completamente spazzatura...

Nessun commento: